Unser Fuchs für Deutschland! Dr. Michael Fuchs
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09. Mai 2017

Mein Interview in der italienischen Tageszeitung La Stampa

Zur Wahl des neuen französischen Präsidenten Emmanuel Macron

Fuchs: bene sui bilanci ma nessun regalo su Eurobond e riforme

 

 

 

ALESSANDRO ALVIANI, BERLINO

 

Per quanto contenta della vittoria di Emmanuel Macron e sollevata per la sconfitta di Marine Le Pen, la Germania non sembra intenzionata a fare regali incondizionati al nuovo inquilino dell’Eliseo e attende di capire le sue prime mosse e richieste concrete. «Macron non riceverà assegni in bianco», spiega Michael Fuchs, deputato della Cdu molto vicino ad Angela Merkel. Alla Spd che chiede ora di appoggiare con forza Parigi, allentando l’austerità, Fuchs risponde ricordando che molto dipende da cosa vorrà fare il prossimo presidente francese.

 

«La cancelliera si impegnerà di sicuro ad aiutarlo per quanto possibile, ma su alcuni punti non potrà far nulla, ad esempio sugli eurobond», nota Fuchs. «Con noi non ci saranno gli eurobond, non li vogliamo, perché in tal modo verrebbe meno l’impegno a fare i compiti a casa», sottolinea. È positivo che Macron concordi con Berlino sulla necessità di tenere unita la Ue, ma «quella degli eurobond non è stata una delle sue idee migliori». Fuchs è convinto che «Macron possa dare nuovo slancio al motore franco-tedesco» e si dice «ottimista» sul fatto che «riusciremo a sviluppare una serie di punti in comune». Ci sono molti temi su cui Francia e Germania possono far avanzare insieme l’Europa, ad esempio sulle politiche di bilancio, e «questo di sicuro anche meglio di quanto successo con Hollande». Tuttavia, dice, ciò non sarà semplice, in quanto Macron si ritrova sulle spalle «un’eredità difficile: molte cose in Francia non sono andate bene negli ultimi anni, ora deve risolvere questi problemi».

 

Il banco di prova sarà quello delle riforme: in Francia «c’è bisogno di riforme e Macron deve applicarle» e fornire risultati – anche sul fronte del rispetto dei criteri di Maastricht. I tedeschi hanno già fatto i loro compiti a casa, ora tocca ai francesi, nota Fuchs. «Detto per inciso, questo è un problema che riguarda anche l’Italia», aggiunge. Quanto alla politica di austerity, Fuchs è netto: «Non siamo disposti a cambiarla e il governo non la cambierà, neanche con Macron».

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